Passa ai contenuti principali

Un giardino giapponese

La strada statale trafficata e rumorosa è a pochi metri di distanza eppure, scendendo gli scalini di legno che conducono in una conca verde circondata da mura, sembra di entrare in un altro mondo, silenzioso e perfetto.
Ecco uno dei famosi giardini giapponesi creati dal signor Luigi Crespi, ispirato ai giardini  Roji delle case del tè, con camminamenti in pietra e pochi elementi naturali ma in grado di creare illusioni prospettiche di grande suggestione...
Gli elementi che caratterizzano un giardino giapponese sono tre: acqua, alberi e pietre.
Ognuno di questi elementi è accuratamente studiato per creare una composizione apparentemente naturale, ma in realtà frutto di proporzioni ottenute con sapienti potature, equilibrio tra forme e spazio e piccoli trucchi visivi.

L'acqua è presente in forme diverse.
C'è un laghetto, popolato da variopinte carpe koi, ma c'è anche un ruscello e una piccola cascata.

L'acqua è raccolta anche nella cavità di alcune rocce, dette tsukubai, utilizzate per il cerimoniale della purificazione delle mani e delle labbra, prima di entrare nella casa del tè.
Non mancano nemmeno i bonsai.
Ecco una foresta miniaturizzata coltivata su roccia...
Questo giardino si trova accanto al Crespi Bonsai Museum, ma è il giardino privato della famiglia Crespi.
Una scenografica costruzione in legno separa il giardino dalle serre dove vengono coltivati i bonsai, ma allo stesso tempo, incornicia scorci di paesaggio...

Quattro semplici piedestalli sorreggono 4 bonsai, dedicati a ognuno dei quattro figli del signor Crespi.
Uno solo però ha catturato la mia attenzione, non per la pianta, ma perchè ho riconosciuto un ciuffetto di minuscole Viola sagittata, che spuntavano tra il muschio e che fino ad ora avevo visto solo sui libri...

La casa dove il signor Luigi Crespi vive con la moglie, si affaccia proprio su questo incantevole giardino...
a pochi passi dalle serre e dal vivaio...


Ma le sorprese non finiscono qui!
C'è anche quello che comunemente viene chiamato 'giardino zen', ma che sarebbe più corretto chiamare 'giardino secco' o karensansui...
Si tratta di un giardino dove la ghiaia, disposta a formare piccole onde, richiama l'immagine dell'acqua, che in questo tipo di giardino invece è del tutto assente.
E' un giardino essenzialmente contemplativo, dove non si può entrare.
Rocce e piante formano una studiata composizione che però, nonostante la superficie sia ridotta, non è possibile ammirare interamente con una sola occhiata, perchè qualcosa rimane sempre nascosto alla vista.

Vuoi rileggere altri post dedicati al Crespi Bonsai Museum?
Eccoli:
Visita al Crespi Bonsai Museum 
Le pietre a crisantemo 
Le piante da compagnia 

Commenti

  1. Troppo rigore! Mi spieghi la particolarità della viola sagittata? La differenza è solo nella foglia lunga e seghettata invece che cuoriforme?
    Ciao Luisella e buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Troppa perfezione anche per me!
      Comunque è sempre interessante vedere altri modi di intendere un giardino.
      Per quanto riguarda invece la viola sagittata, la sua caratteristica più evidente è proprio la foglia, che può essere ovale o triangolare.
      E' nativa dell'America orientale.
      Ciao!

      Elimina
    2. In giardino ce n'è millemila...sfiorite, ma vado a dare un'occhiata. Ci sono quelle bianche, a due colori( suorine, due tonalità di viola.
      Magari c'è anche la sagittata...hai visto mai...

      Elimina
    3. Da noi purtroppo non credo che ce ne siano come piante spontanee.
      Però, visto che qualche piantina coltivata ora c'è, magari chissà...
      Cosa intendi per viole suorine?
      Forse le sororia?

      Elimina
    4. Non è la sororia, ma penso sia la viola cornuta: due petali più blu che viola e tre petali bianco/ giallino.Piccola piccola. Noi le chiamiamo così per via dei petali bianchi che assomigliano ai cappelli delle suore di San Vincenzo.
      Ieri ho trovato una pianta che non conoscevo( me ignorante):la stella di Betlemme o latte di gallina,sei petali,di sera si chiude e si riapre al mattino, liliacee,bulbo tossico...mi sono fatta una cultura sull'ornitogallo a cui appartiene.

      Elimina
    5. Ce l'ho, ce l'ho!!!
      E' l'Ornithogalum umbellatum e cresce spontaneo sotto gli ulivi nella casa di campagna.
      Mi piace tantissimo e qualche anno fa ne avevo prelevato dei bulbi da piantare nel mio giardino di città ed è in fiore proprio ora.

      Elimina

Posta un commento

Vuoi lasciare un commento?
Sarò felice di leggerlo e di risponderti!

I post più letti della settimana

Fagiolini viola

Non sono una novità, i fagiolini viola sono in commercio già da parecchi anni ma io li ho comprati per la prima volta solo in questi giorni.


Il bel colore viola scuro riguarda però solo l'esterno dei fagiolini che, spezzandoli, rivelano l'interno verde...


Li ho fatti lessare come mia abitudine ma, non appena l'acqua ha cominciato a riscaldarsi, i fagiolini viola hanno rapidamente cambiato colore...




e sono diventati completamente verdi...


Sinceramente, una volta cotti, mi sono sembrati uguali nel gusto ai fagiolini normali e, avendo perso il bel colore viola, hanno perso a mio parere il loro aspetto più interessante.
Ma questa è ovviamente la mia personalissima opinione e io non sono notoriamente una buongustaia che sa apprezzare le sfumature di gusto.
Di positivo ho notato invece la totale assenza del 'filo'.
Ho letto che si possono mangiare crudi, magari aggiungendoli a pezzetti nelle insalate, sfruttandone così la loro particolarità cromatica.
E perciò ci ho provato anch…

La pianta dai semi a cuore

Il nome botanico di questa pianta suona un po' bizzarro e difficile da ricordare: Cardiospermum halicacabum.
Se invece ti dico che nei Paesi dove è largamente coltivata viene chiamata comunemente Love-in-a-Puff Vine o anche Heartseed, non ti sembra già meglio?
Io l'ho scoperta per la prima volta anni fa, nell'Orto Botanico di Valmadrera, dove i suoi frutti simili a gonfi palloncini verdi avevano subito catturato la mia attenzione.
Il curatore dell'Orto Botanico, accortosi del mio interesse, mi aveva generosamente regalato una manciata di semi che avevo custodito fino alla primavera successiva.
Purtroppo io sono una seminatrice pigra, infilo i semi a caso qua e là senza mettere cartellini nei vasi e poi...lascio fare alla natura!
Capita così che in seguito alle mie sconsiderate abitudini e alla mia pessima memoria, nei pochi ma deleteri raptus di pulizia del giardino io estirpi germogli e svuoti vasi, salvo poi rendermi conto del disastro compiuto solo dopo qualche mese.
E pr…