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Visita al Crespi Bonsai Museum

Non ho mai amato  i bonsai ma, quando mi è stata offerta la possibilità di visitare il celebre Crespi Bonsai Museum, ho subito accettato.
Insomma era sicuramente un'ottima occasione per avvicinarmi a qualcosa che ho sempre considerato lontano anni luce dalla mia idea di giardinaggio.
Infatti dedicarsi a un bonsai è molto di più che prendersi cura di una pianta, perchè si tratta di un universo molto complesso da scoprire, fatto sì di natura, ma anche di filosofia, arte e conoscenza della civiltà orientale.
Il Crespi Bonsai Museum è stato il primo museo permanente al mondo dedicato ai bonsai.
Basti pensare che è stato aperto nel 1991, mentre un museo analogo in Giappone esiste solo dal 2009!
Il museo è stato creato da Luigi Crespi, un paesaggista appassionato di bonsai dal 1959, che trasformò la sua passione in attività commerciale nel 1979, diventando un autorevole punto di riferimento di questo settore.
Nel museo ci sono circa 200 piante che vengono esposte a rotazione stagionale per poter apprezzare ogni specie nel suo periodo migliore.
Questa ad esempio è una Rosa banksiae lutea di 60 anni, dal tronco sinuoso, che inizia ora a fiorire...
mentre questo è uno spettacolare Loropetalum di 180 anni, un esemplare a doppio tronco...
In esposizione ci sono anche degli esemplari di grandissimo pregio, come un Juniperus chinensis var. sargentii di 400 anni che è nientemeno catalogato tra i 'Tesori Nazionali' del Giappone...

Questo Ginkgo biloba dal tronco eretto è invece il primo bonsai acquistato dal Giappone dal signor Crespi, dunque il primo esemplare che ha dato inizio alla straordinaria collezione...
Un Fagus crenata ancora privo di foglie permette di osservare al meglio gli interventi sulla ramificazione, sulle proporzioni e sulla forma...
Il Pinus parviflora 'Miyajima' è una specie rara molto apprezzata per la bellezza della sua chioma.
Questo esemplare di 450 anni è stato donato al museo da un famoso collezionista giapponese in segno di stima e di apprezzamento per il lavoro svolto dal signor Crespi...
Il tronco e i rami principali di questo esemplare rarissimo sono di pino nero, mentre la vegetazione innestata è di pino bianco.
Questa particolare lavorazione è chiamata in giapponese cambio d'abito.
Nel museo si possono ammirare dei bonsai molto suggestivi, come un Acer buergerianum, con le robuste radici esposte che scendono lungo la roccia per poi affondare nel terreno...

Perfino un comune rosmarino di 'soli' 35 anni può diventare un bonsai dalla forma affascinante e dalla chioma ben definita...
Ma la vera star del museo è il Ficus retusa Linn. a tronco multiplo e con radici esposte, la cui età stimata è di oltre 1000 anni, acquistato in Giappone dal signor Crespi dopo 10 anni di estenuanti trattative con il proprietario.
La sala dal tetto a pagoda interamente di vetro è stata costruita appositamente per questo eccezionale esemplare, davanti al quale sono state poste le copie in pietra di due guerrieri di Xi'an...

Eccezionale è anche il vaso che lo contiene.
Realizzato e cotto in un unico blocco, è il più grande vaso da bonsai del mondo... 
Anche la scelta del vaso infatti ha un'importanza fondamentale in un bonsai, per completare la forma e l'armonia della composizione.
Nel museo è possibile ammirare anche una raccolta di vasi di grande pregio e di eccezionale fattura.
Nella sala a pagoda è inoltre esposta una piccola collezione di oggetti e libri antichi, raccolti dal signor Crespi durante i suoi viaggi in Oriente... 
oltre agli innumerevoli attestati, premi e riconoscimenti ricevuti per il suo lavoro.
Il più importante e prestigioso è sicuramente quello ricevuto dall'Imperatore del Giappone.
Un altro punto focale del museo è la ricostruzione di un to-ko-noma, ovvero l'angolo di una stanza che nelle case tradizionali giapponesi è riservato all'esposizione del bonsai e di oggetti dall'alto contenuto spirituale...
Ma non c'è solo il museo...
Crespi Bonsai è una realtà unica che dispone di oltre centomila bonsai da interno e da esterno, un vivaio di piante da lavorare, migliaia di vasi, attrezzi e tutto l'occorrente per la cura e la salute dei bonsai.
Dispone di una clinica per bonsai oltre a un servizio di 'pensione' dove portare i bonsai durante le assenze da casa. 
C'è poi la struttura didattica e professionale completa dell'Università del Bonsai, con corsi di durata triennale, ma che organizza anche corsi brevi e workshop.
Ecco alcuni allievi che seguono una lezione pratica...
C'è anche la Crespi Editori, una casa editrice specializzata che pubblica molteplici guide e libri dedicati al bonsai e al giardino giapponese oltre a Bonsai & News, la rivista di settore più autorevole e diffusa.
Il Crespi Bonsai Museum è stato inoltre inserito tra i Grandi Giardini Italiani

Ed ecco qui il creatore di questa eccellenza italiana, il signor Luigi Crespi...

Crespi Bonsai
è a Parabiago in provincia di Milano
Sito ufficiale QUI

Ma il mio racconto continua...

Commenti

  1. Belli, ma mettono i brividi. La costrizione non mi si addice.
    Mio figlio, in un viaggio in Giappone nei giardini di Kyoto, vive i giardinieri sugli alberi che tagliavano le foglie, una alla volta, con minuscole forbicine... e già da questo si evince la pazienza giapponese.
    Noi capitozziamo e tagliamo a man bassa:ognuno ha il suo metodo di potare.
    Curiosità: cosa ci fa l'esercito di terracotta cinese in un'ambientazione giapponese?
    Ciao Luisella, buon inizio di settimana.

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    1. L'ho detto subito al'inizio del post: non amo i bonsai.
      Detto questo una visita al Crespi Bonsai Museum è un'esperienza molto interessante sotto tanti aspetti e conto di raccontarvi qualche altra cosa nei prossimi giorni.
      Pensa invece che quello che ha visto tuo figlio in Giappone io l'ho visto fare in Svezia, dai giardinieri del Linneus Garden.
      Arrampicati sugli alberi, staccavano le foglie al minimo accenno di ingiallimento, una ad una, senza farle cadere a terra!
      La sala della pagoda a vetri del Crespi Bonsai Museum, raccoglie oggetti e documenti di arte orientale, non esclusivamente giapponese.
      Del resto, a essere precisi, l'arte del bonsai ha avuto origine proprio in Cina, ma ha trovato la sua massima espressione in Giappone.
      Ciao Laura, buona settimana anche a te!

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    2. Grazie Luisella per le risposte esaustive.🌳🌍

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  2. Visto su Gardenia qualche tempo fa... Veramente sorprendente... Peccato che i bonsai (che a me piacciono moltissimo, specie quelli fioriti) siano parecchio difficili, almeno per me. Ne ho avuti un paio e non è finita bene. Mi accontento di guardare queste meraviglie a distanza.

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    Risposte
    1. Ne ho avuti un paio anch'io, quando era di moda regalarli come bomboniera ai matrimoni.
      Erano due bonsai da esterno, un Malus e un altro che non mi ricordo cosa fosse.
      Sai che non riuscivo a farli schiattare, nonostante le mie cure inadeguate?
      Ciao!

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