Passa ai contenuti principali

Vasi di recupero

Nel post di ieri ti ho mostrato come ho trasformato due vasetti di vetro di recupero in  vasi per un centrotavola di primavera.
E' sempre la stessa storia, in casa abbiamo vasi di ogni forma e dimensione, ma spesso mancano proprio quelli più piccoli.
I contenitori di vetro delle salse o di altri generi alimentari sono quelli più adatti allo scopo.
E' sufficiente nascondere la parte alta, quella dove si avvita il tappo di metallo.
Basta un po' di fantasia e qualche nastro...


...ed ecco come ho trasformato due vasi di vetro della salsa in vasi per tulipani...


Mi capita spesso di adottare questo sistema per ottenere piccoli contenitori, a seconda delle mie esigenze.
La scorsa estate, ad esempio, ho usato anche un paio di vasetti di vetro per riunire i mazzi di lavanda.
In questo caso avevo avvolto l'imboccatura dei vasi con un nastro di juta...


semplicemente legandolo con dello spago e della rafia, per dare un tocco rustico...


Et voilà...


...ecco i vasi sul mobiletto dell'anticamera dove tra l'altro si trovano ancora oggi, lavanda compresa.

Un vasetto ricoperto da un nastro di juta è una soluzione che uso spesso, anche per inserire un mazzolino di fiori in una composizione per un centrotavola...


Mi capita poi di usare questi vasi di recupero anche per fare delle piccole composizioni senza pretese, che dissemino un po' ovunque in casa, decorandoli con materiali sempre diversi.
Lo scorso autunno avevo usato dei nastrini di pizzo e perfino una collana!
Per fissarli al vetro è sufficiente qualche pezzetto di nastro biadesivo...


Il vasetto con le perle mi è servito per ospitare un ramo secco di Osmanthus insieme a un grappolo di 'lanternine' essiccate di Koelreuteria paniculata, particolarmente decorative...


mentre nel vasetto con i nastri di pizzo ecrù ho messo un'ortensia essiccata e due rametti di alchechengi...


In fondo qualsiasi cosa possa contenere l'acqua può diventare un vaso per i fiori...semplice e veloce!


Commenti

  1. Trovo questi riusi belli, facili, a basso costo e fantasiosi. Decorato e camuffato tutto può diventare un contenitore per le nostre composizioni 'estrose'.
    Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel mio caso poi sono tutti decori temporanei, possono durare qualche giorno, una stagione o perfino anni, dipende solo da me.
      E se il risultato non mi convince, si disfa tutto in pochi secondi e senza rimpianti.
      Ciao! :)

      Elimina
  2. Giusto,pratico economico e bello . Valentina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...e super-veloce, che non ho mai tempo per fare cose complicate :D
      Ciao! :)

      Elimina

Posta un commento

Vuoi lasciare un commento?
Sarò felice di leggerlo e di risponderti!

I post più letti della settimana

Fagiolini viola

Non sono una novità, i fagiolini viola sono in commercio già da parecchi anni ma io li ho comprati per la prima volta solo in questi giorni.


Il bel colore viola scuro riguarda però solo l'esterno dei fagiolini che, spezzandoli, rivelano l'interno verde...


Li ho fatti lessare come mia abitudine ma, non appena l'acqua ha cominciato a riscaldarsi, i fagiolini viola hanno rapidamente cambiato colore...




e sono diventati completamente verdi...


Sinceramente, una volta cotti, mi sono sembrati uguali nel gusto ai fagiolini normali e, avendo perso il bel colore viola, hanno perso a mio parere il loro aspetto più interessante.
Ma questa è ovviamente la mia personalissima opinione e io non sono notoriamente una buongustaia che sa apprezzare le sfumature di gusto.
Di positivo ho notato invece la totale assenza del 'filo'.
Ho letto che si possono mangiare crudi, magari aggiungendoli a pezzetti nelle insalate, sfruttandone così la loro particolarità cromatica.
E perciò ci ho provato anch…

La pianta dai semi a cuore

Il nome botanico di questa pianta suona un po' bizzarro e difficile da ricordare: Cardiospermum halicacabum.
Se invece ti dico che nei Paesi dove è largamente coltivata viene chiamata comunemente Love-in-a-Puff Vine o anche Heartseed, non ti sembra già meglio?
Io l'ho scoperta per la prima volta anni fa, nell'Orto Botanico di Valmadrera, dove i suoi frutti simili a gonfi palloncini verdi avevano subito catturato la mia attenzione.
Il curatore dell'Orto Botanico, accortosi del mio interesse, mi aveva generosamente regalato una manciata di semi che avevo custodito fino alla primavera successiva.
Purtroppo io sono una seminatrice pigra, infilo i semi a caso qua e là senza mettere cartellini nei vasi e poi...lascio fare alla natura!
Capita così che in seguito alle mie sconsiderate abitudini e alla mia pessima memoria, nei pochi ma deleteri raptus di pulizia del giardino io estirpi germogli e svuoti vasi, salvo poi rendermi conto del disastro compiuto solo dopo qualche mese.
E pr…