Passa ai contenuti principali

Manolo Blahnìk - The Art of Shoes

Le scarpe di Manolo Blahnìk non sono semplici accessori di moda, ma capolavori di design contemporaneo e  proprio in questa ottica va considerata la mostra dedicata a uno dei più celebri creatori di calzature...


A Milano, nelle sale museali di Palazzo Morando, sono raccolte 212 scarpe provenienti dall'archivio privato di Blahnìk (che raccoglie oltre 30.000 modelli) ma anche 80 disegni  che non sono solamente dei suggestivi bozzetti ma possono essere considerati delle piccole opere d'arte.
La mostra è suddivisa in 6 sezioni tematiche.
La prima è intitolata Core ed espone le calzature dedicate a personaggi storici o contemporanei che hanno ispirato Blahnìk...


Davanti ad ogni modello sono rimasta incantata ad osservare la ricchezza dei materiali, l'uso audace del colore, la costruzione intricata eppure leggiadra che rivela le infinite fonti di ispirazione, in un mix ben dosato di eleganza e stravaganza.
Credo di aver fotografato tutti i 212 modelli esposti ma, non temere, te ne mostrerò solo qualcuno.
A ogni scarpa l'artista ha assegnato un nome.
Ecco ad esempio 'Principe di Lampedusa', un sandalo del 2003 in lino stampato a disegni di coralli, decorato con coralli sintetici e lacci in pelle...


di cui è esposto anche il relativo bozzetto, eseguito a inchiostro, acquerello e matita...


Ti mostro ora altri due accostamenti tra scarpa e schizzo autografo.
Il primo è 'Calanuta', una scarpa da sera del 2004 in satin, con dettagli gioiello sul tallone...





Nella seconda sezione, intitolata Materiali, viene messa in risalto l'attenzione per il dettaglio elaborato e la ricchezza di materiali e colori...





La mostra è un invito a considerare la scarpa in modo diverso, un oggetto che va al di là della moda, come fosse una forma d'arte e proprio la passione di Blahnìk per l'arte e l'architettura è evidenziata nella terza sezione...






A differenza di molti suoi colleghi, Manolo Blahnìk non ha avuto una formazione specifica ma ha imparato il mestiere del calzolaio facendo pratica nelle migliori fabbriche italiane, studiando meticolosamente i vari procedimenti a fianco dei diversi tecnici.
In questo modo è diventato un maestro artigiano della calzatura che ancora oggi modella le scarpe e ne perfeziona i dettagli con le proprie mani, senza essere affiancato da un team di progettazione.
Le scarpe di Manolo Blahnìk hanno un'eleganza senza tempo e sono considerate ormai un 'classico moderno' dalle proporzioni perfette, indifferente alle tendenze della moda.


E' quindi riduttivo ricordare Manolo Blahnìk solo per le scarpe amate da Carrie in Sex & the City, la serie tv che pure ha fatto conoscere il suo nome alle donne dell'intero pianeta.
La sua infatti è una carriera che dura da oltre 45 anni, iniziata mentre la moda di allora imponeva le pesanti calzature con le zeppe che lui invece detestava.
Si deve proprio a Blahnìk il rilancio dello stiletto, reso ancora più sottile, ma anche l'uso di tecnologie innovative per quei tempi, unendo leggerezza, estetica, attenzione per il dettaglio e virtuosismo tecnico.


La sola e unica zeppa presente nella mostra milanese è 'The Brick', un sabot con zeppa in sughero rivestito di pelle verniciata nera e con la tomaia in vernice verde, interamente realizzata a mano dallo stesso Blahnìk nel 1971, probabilmente una provocazione...


Le scarpe di Manolo Blahnìk sono accompagnate nella mostra da 15 scarpe antiche provenienti dagli archivi di Palazzo Morando e che rappresentano la storia della calzatura occidentale nel corso di cinque secoli e allo stesso tempo illustrano come ogni designer contemporaneo, e Blahnìk in particolare, conosca il passato e sappia re-inventarlo.
Ogni calzatura antica è corredata da cartellino esplicativo.
Questa, ad esempio, è una pianella del 1530 con tomaia in pelle di capretto e zeppa di 16 cm in legno cavo, ricoperta come la tomaia...


Ma ho ancora molto da raccontarti e da mostrarti e, se ti va, lo potrai leggere nel seguente post:
Manolo Blahnik - la mostra - seconda parte

Commenti