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Premio Lavinia Taverna 2016

Lo scorso venerdì, nella splendida cornice seicentesca di Villa Taverna, si è svolto l'annuale convegno dedicato alla paesaggista italiana Lavinia Taverna Gallarati Scotti, giunto alla sua XII edizione.
Organizzato dal Garden Club di Monza e da Orticola di Lombardia, il convegno rende omaggio ogni anno alle donne protagoniste nella storia del giardino.
Lavinia Taverna, artefice con Russel Page dei Giardini della Landriana di Roma, era nata e vissuta proprio in questa villa e qui riposa nella cappella di famiglia. 


Ogni anno il convegno celebra quindi una figura femminile del passato che ha lasciato la sua impronta nella storia del giardinaggio.
Quest'anno è stata scelta l'olandese Mien Ruys, una delle più influenti paesaggiste del 1900.
Filippo Pizzoni, architetto paesaggista e storico del giardino, ha illustrato la vita e le opere di Mien Ruys, mentre Susanna Magistretti, responsabile del vivaio all'interno del Carcere di Bollate, ha descritto e commentato i progetti della paesaggista olandese.
Nella foto qui sotto, da sinistra: Susanna Magistretti e Filippo Pizzoni, insieme a Laura Marzorati, presidentessa del Garden Club di Monza...


L'intervento dei relatori ha messo in risalto la modernità delle idee e dei lavori di Mien Ruys, vera pioniera nell'utilizzo delle graminacee e delle erbacee perenni, tanto di moda ora, nella progettazione dei giardini già all'inizio del '900.
Ma non solo...
Nella realizzazione dei suoi giardini, Mien Ruys ha introdotto l'uso delle diagonali e delle linee oblique che allargano e movimentano gli spazi...


e ha introdotto nei giardini l'utilizzo di materiali di recupero.
E' stata infatti lei a usare per prima le famose traversine di legno dei binari, tanto in voga negli anni '70 ed è stata sempre lei a creare le mattonelle quadrate di ghiaia annegata nel cemento, che tutti conosciamo...


La seconda parte del convegno è dedicata invece alla premiazione di una donna di oggi che mette la propria professionalità, impegno e passione nell'ambito del verde.
Quest'anno il Premio Lavinia Taverna è stato assegnato a Eugenia Natalino che, insieme alla madre e alla sorella, gestisce il Vivaio 'Salto del Prete' sulle colline umbre, dedicandosi al recupero di quelle piante autoctone dimenticate e lavorando al progetto di un piccolo parco didattico...


Nella foto qui sotto, la premiata Eugenia Natalino, insieme a Susanna Magistretti e a Gianluca Brivio Sforza, presidente di Orticola di Lombardia...


Con l'occasione si è voluto ringraziare in particolare Lavinia Negrotto Cambiaso, nipote di Lavinia Taverna, che ogni anno accoglie il convegno nella villa di famiglia...



Al termine del convegno, nei saloni sottostanti, riscaldati da bellissimi camini d'epoca, si è svolto il consueto rinfresco, terminato con l'immancabile risotto della tradizione brianzola...



Qui sotto, alcune immagini della villa e del giardino cinquecentesco...







Ho già dedicato diversi post a Villa Taverna e al Premio Lavinia Taverna ma in particolare vorrei riproporti quello che ho scritto sui giardini della villa.
Eccolo:
I giardini cinquecenteschi di Villa Taverna

Buona lettura!

Commenti

  1. La grande bellezza del nostro nord ! SLURP

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    1. Una bellezza mai ostentata, spesso conosciuta da pochi.
      Ma, un momento, mi fai venire un dubbio...non è che stai parlando del risotto, vero? :-D

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    2. Per me si.La Laura ha addocchiato anche la coppa di prosciutto e grana fuso?...Niente male! *____*

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    3. Nella coppa che, ci tengo a precisare, era di vetro e non di plastica ;) sotto alla fetta di prosciutto c'erano anche due mozzarelline su un letto di valeriana...e ti lascio immaginare il resto :-D

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  2. Un premio interessante, soprattutto perché dedicato alle donne. C'è tutto un mondo dietro ai giardini, fatto di architetti progettisti appassionati, di storia e di tradizioni e anche di piante in via di estinzione che noi comuni mortali non conosciamo. Io vedo un giardino e penso solo "che bello" oppure "che disordine". Grazie Luisella, vado a vedere anche l'altro post sul giardino della villa.
    Buona giornata!

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    1. Sì, bisogna saper guardare 'oltre' l'aspetto di un giardino, piccolo o grande che sia, contemporaneo o storico perchè dietro ad esso c'è sempre lavoro, ricerca e passione, ora come nel passato.
      E spesso dietro un giardino c'è una donna...
      Grazie Elle, buona serata anche a te!

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  3. Hai ragione Luisella, anche io quando guardo un angolo verde, di qualsiasi dimensione sia,cerco di capire la personalità del proprietario... Che fisse!.Valentina

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