Passa ai contenuti principali

Janello Torriani, genio dimenticato del Rinascimento

Durante la mia permanenza a Cremona ho visitato la mostra dedicata a Janello Torriani.
Sinceramente non avevo idea di chi fosse, eppure nel 1500 era considerato un genio, conteso tra i più potenti sovrani di quel periodo.


Poichè nacque a Cremona, la città oggi ha voluto rendere omaggio a quest'uomo che sapeva creare meraviglie, con una mostra a lui dedicata e ospitata nelle sale del Museo del Violino.


Ho avuto il privilegio di essere accompagnata nel percorso museale dalla dottoressa Cinzia Galli, Conservatrice del Museo di Storia Naturale del Comune di Cremona, nonchè curatrice della mostra stessa.
A differenza di altri personaggi famosi del Rinascimento, Janello Torriani non ha lasciato scritti che documentassero i suoi studi e i suoi progetti.
I suoi lavori, spesso coperti da segreti di Stato, sono andati del tutto distrutti o dispersi.
La sua invenzione più importante fu l'Artificio di Toledo, di cui si può vedere il funzionamento grazie a un modellino ricostruito appositamente per la mostra...



Si trattava di una macchina ciclopica che portava ogni giorno 18mila litri di acqua del fiume Tago (Spagna) alla fortezza del Re, che si trovava 100 metri più in alto, in un percorso lungo 300 metri.
Purtroppo questo capolavoro di ingegneria idraulica fu la rovina di Torriani che era stato convinto da Filippo II Re di Spagna a diventare il co-finanziatore dell'opera, in cambio di una quota dei guadagni che però non gli fu mai corrisposta, facendolo finire in condizioni di estrema povertà.


Un'altra specialità di Janello Torriani fu la costruzione di automi e alla mostra è esposto proprio uno di quelli da lui realizzati...




L'automa esposto, che è diventato il simbolo della mostra dedicata a Torriani, è alto circa 38 cm e rappresenta una donna che suona il tamburello.
Secondo la dottoressa Galli si tratterebbe di una popolana, vista la presenza di due evidenti gozzi che testimonierebbero una malnutrizione



L'automa si muove formando il disegno di una stella e contemporaneamente muove i piedi, rotea la testa, gira gli occhi, spalanca la bocca e con la mano destra percuote il tamburello...





Secondo la leggenda, durante gli ultimi anni della sua vita trascorsi in Spagna in condizioni di estrema indigenza, un automa di dimensioni umane usciva quotidianamente dalla casa di Torriani per ritornare con quel poco di cibo che era riuscito a raccogliere.
Dal popolo era conosciuto come l'hombre de palo, l'uomo di legno.

Tra le creazioni di Torriani si ricordano inoltre la prima macchina fresatrice, le elaborazioni per l'applicazione della sospensione cardanica e, su commissione dell'imperatore Carlo V,  il primo orologio planetario a molla, conosciuto con il nome di 'Microcosmo', composto da 1800 pezzi e che richiese vent'anni di progettazione  e tre e mezzo per la realizzazione.

La fama e l'ingegno di Janello Torriani lo portarono anche a partecipare alla riforma gregoriana del calendario.


La mostra 'Janello Torriani - Genio del Rinascimento' è a Cremona
presso il Museo del Violino
fino al 29 gennaio 2017
Tutte le info qui

Se vuoi rileggere i precedenti post sulla visita alla città:
L'Orologio Astronomico di Cremona
In cima al Torrazzo

Commenti

  1. Personaggio non conosciuto, ma molto interessante.
    Sai che proprio ieri parlavano di questa stella a cinque punte nell'Arte e cosa rappresenta: è il movimento del pianeta Venere nel cielo nell'arco di un anno. Rappresenta la femminilità.Non si finisce mai d'imparare.
    Ciao e buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, non lo sapevo. Ne ho imparata una nuova anche oggi ;-)
      Buona giornata anche a te e...bentornata! <3

      Elimina
  2. Ma tu vedi il destino di alcuni uomini,basta poco e la rovina è dietro l'angolo.valentina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era una persona geniale, eppure nonostante la fama di allora, il suo nome oggi non dice nulla.
      Certo, a differenza di Leonardo, Torriani non ha mai dipinto nulla, ma i sovrani dell'epoca se lo contendevano.
      Chissà perchè alcuni diventano famosi e altri no...che strani destini!

      Elimina

Posta un commento

Vuoi lasciare un commento?
Sarò felice di leggerlo e di risponderti!

I post più letti della settimana

Fagiolini viola

Non sono una novità, i fagiolini viola sono in commercio già da parecchi anni ma io li ho comprati per la prima volta solo in questi giorni.


Il bel colore viola scuro riguarda però solo l'esterno dei fagiolini che, spezzandoli, rivelano l'interno verde...


Li ho fatti lessare come mia abitudine ma, non appena l'acqua ha cominciato a riscaldarsi, i fagiolini viola hanno rapidamente cambiato colore...




e sono diventati completamente verdi...


Sinceramente, una volta cotti, mi sono sembrati uguali nel gusto ai fagiolini normali e, avendo perso il bel colore viola, hanno perso a mio parere il loro aspetto più interessante.
Ma questa è ovviamente la mia personalissima opinione e io non sono notoriamente una buongustaia che sa apprezzare le sfumature di gusto.
Di positivo ho notato invece la totale assenza del 'filo'.
Ho letto che si possono mangiare crudi, magari aggiungendoli a pezzetti nelle insalate, sfruttandone così la loro particolarità cromatica.
E perciò ci ho provato anch…

La pianta dai semi a cuore

Il nome botanico di questa pianta suona un po' bizzarro e difficile da ricordare: Cardiospermum halicacabum.
Se invece ti dico che nei Paesi dove è largamente coltivata viene chiamata comunemente Love-in-a-Puff Vine o anche Heartseed, non ti sembra già meglio?
Io l'ho scoperta per la prima volta anni fa, nell'Orto Botanico di Valmadrera, dove i suoi frutti simili a gonfi palloncini verdi avevano subito catturato la mia attenzione.
Il curatore dell'Orto Botanico, accortosi del mio interesse, mi aveva generosamente regalato una manciata di semi che avevo custodito fino alla primavera successiva.
Purtroppo io sono una seminatrice pigra, infilo i semi a caso qua e là senza mettere cartellini nei vasi e poi...lascio fare alla natura!
Capita così che in seguito alle mie sconsiderate abitudini e alla mia pessima memoria, nei pochi ma deleteri raptus di pulizia del giardino io estirpi germogli e svuoti vasi, salvo poi rendermi conto del disastro compiuto solo dopo qualche mese.
E pr…