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Un eremo tra miracolo e mistero

Nell'Oltrepò Pavese, nascosto tra i boschi della Valle Staffora, c'è un luogo affascinante e misterioso, poco conosciuto e al di fuori del turismo di massa: l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, in località Ponte Nizza in provincia di Pavia.
La strada per raggiungerlo si snoda attraverso i boschi con bellissime vedute delle alture circostanti.


L'eremo, la cui costruzione risale probabilmente ad un periodo precedente l'anno 1000, fu però abbandonato per circa tre secoli, finchè vennero iniziati i lavori di restauro attorno al 1900.
Questo spiega l'aspetto nuovo all'esterno dell'intero complesso


In realtà l'eremo è formato da tre piccole chiese intercomunicanti.
La chiesa di Sant'Antonio, la più recente, è interamente affrescata con dipinti tardoquattrocenteschi...


Quella centrale è la chiesa primitiva, dedicata alla Madonna...


e infine la terza chiesa, dedicata a Sant'Alberto, che è stata edificata attorno alla tomba del Santo...


Uscendo dall'ultima chiesetta si accede al chiostro, il luogo che custodisce un mistero o forse solo una leggenda legata all'eremo.
Si racconta infatti che questa nicchia sia stata la prima sepoltura di Edoardo II Plantageneto, Re d'Inghilterra


La storia ufficiale ci racconta di Edoardo II come di un re debole, sposato a Isabella di Francia da cui ebbe un figlio, il futuro re Edoardo III, ma in realtà innamorato di un amico d'infanzia, il conte Peter Gavaston.
Isabella di Francia, con l'amante Lord Roger Mortimer, tramò contro il marito che fu costretto ad abdicare e ufficialmente fu ucciso nelle prigioni del castello di Berkeley.
Invece, secondo alcuni scambi epistolari di quell'epoca,  pare che re Edoardo II riuscì a fuggire, vagando poi attraverso l'Europa fingendosi un pellegrino, fino a raggiungere proprio l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio nella valle Staffora, dove visse in meditazione e preghiera fino alla sua vera morte.
Successivamente le sue spoglie sarebbero state traslate nella Cattedrale di Gloucester, dove si trovano ora.
Oltre alle lettere, anche una tradizione orale confermerebbe questa versione.


Storia o leggenda che sia, l'eremo si trova comunque in un luogo nascosto da cui si domina la valle sottostante...



che si può ammirare dal terrazzo del chiostro, tempo permettendo...


mentre al di fuori dell'eremo si possono percorrere a piedi alcuni sentieri che conducono nel bosco, attraverso un suggestivo cammino...



E il miracolo?
Quello è stato compiuto da Sant'Alberto che aveva donato l'uso della parola al figlio muto di un marchese del luogo che, in segno di riconoscenza, fece erigere la chiesa primitiva. 
Questo è il ritratto del santo...


Attorno alla chiesa venne in seguito costruito l'eremo che ebbe ospiti illustri, come Federico Barbarossa e Dante Alighieri.

Insomma un luogo di fascino, comodamente raggiungibile da Milano, ideale per una tranquilla gita domenicale lontano dalla folla. 
 

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